Sessione Programmatica del Cncu: servizi e imposte locali a Venezia e Bari costano meno che a Cagliari

15.10.2009 


Bari, 15 ottobre 2009

Sessione Programmatica del Cncu:
servizi e imposte locali a Venezia e Bari costano meno che a Cagliari


Nel corso della prima giornata di lavori a Bari argomento di dibattito un rapporto da cui emerge che una famiglia italiana spende in media il 10% del proprio reddito per servizi e imposte strettamente legati al territorio di residenza


Una famiglia italiana spende in media 3.778 euro all’anno (pari al 10% del proprio reddito) per costi dei servizi legati al proprio territorio di residenza. Venezia e Bari le città più economiche, rispettivamente con 3.178 euro e 3.462 euro annui spesi per servizi e imposte locali, mentre Cagliari risulta essere quella dove si spende di più con 4.025 euro annui. Sono questi i dati presentati oggi, 15 ottobre, nel corso della prima giornata della X Sessione Programmatica, il tavolo di dibattito tra Consiglio Nazionale dei Consumatori e degli Utenti e Regioni, dal titolo Crisi economica e consumo consapevole.

In sintesi imposte locali e servizi pubblici, a prescindere da indicatori di qualità del servizio reso, a Venezia costano 847 euro in meno che a Cagliari. I due capoluoghi sono agli antipodi di un elenco di 14 tra le principali città italiane esaminate nel Rapporto sul costo di cittadinanza, elaborato dall’Osservatorio Prezzi e Tariffe del Ministero dello Sviluppo Economico.

Il documento individua un costo di cittadinanza inteso come la spesa che ciascuna famiglia sostiene per il fatto di vivere in un determinato territorio. Si tratta di costi incomprimibili relativi a trasporti locali, assistenza sanitaria di prossimità, asilo nido, raccolta dei rifiuti e fornitura di gas, acqua ed elettricità e fiscalità locale (Ici, Irpef regionale e comunale e bollo auto). In particolare si evidenzia che non esiste una città in cui i servizi costano di più o di meno in assoluto (vedi tabella allegata): ad esempio per gli asili nido si spendono 346 euro a Torino contro i 100 euro annui di Napoli; per il gas si spendono 1.691 euro a Cagliari contro i 942 di Bari; per la raccolta dei rifiuti 276 euro a Roma contro i 127 di Firenze. Invece, per quanto riguarda le imposte locali e le tassazioni si spendono per l’Ici 41 euro a Cagliari e Messina contro i 420 euro di Roma; per l’addizionale regionale Irpef 504 di Torino contro i 324 di Genova.

«Negli ultimi due anni si sono registrati aumenti ingiustificati soprattutto nel caso di acqua e raccolta dei rifiuti – ha affermato Bernardo Pizzetti, all’epoca della stesura del rapporto dirigente dell’Osservatorio Prezzi del Ministero dello Sviluppo Economico – ora il passo successivo sarà monitorare l’andamento delle domande di spesa da parte del cittadino e costruire un sistema di indicatori di qualità dei servizi che consentono di valutare in maniera complessiva la spesa sostenuta e il relativo servizio ricevuto».

Secondo le 17 associazioni del Consiglio Nazionale dei Consumatori e degli Utenti: «c’è il rischio di una progressiva distanza tra le Regioni più virtuose (dove i cittadini pagano magari anche costi più alti ma per servizi di qualità o a parità di qualità pagano molto di più) e altre regioni dove i cittadini non riescono ancora a ottenere servizi di qualità adeguata. Questo tipo di indagine è di grande importanza perché permette un confronto tra i costi sopportati dai cittadini e l’impegno delle varie amministrazioni locali sul tema dei vari servizi pubblici».



tabella dati rapporto
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