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Antitrust al Governo: "Liberalizzare per far ripartire il Paese"
Antitrust: "Liberalizzare per far ripartire il Paese"L'Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato ha approvato una segnalazione al Parlamento e al Governo nella quale vengono indicati i settori dove la mancanza di concorrenza “rappresentano un freno per la crescita del Paese”. Infrastrutture, energia, servizi pubblici locali, trasporti, distribuzione commerciale, carburanti, professioni e servizi finanziari: da qui l’Italia deve ripartire liberalizzando. Per ogni settore, l’Antitrust prevede alcuni interventi di liberalizzazione e rilancio. Negozi. Liberalizzare orari e aperture, eliminando i vincoli ed evitando che siano riproposti nella normativa attraverso lo strumento della disciplina urbanistica o ambientale, abrogando i divieti in materia di vendita congiunta all'ingrosso e al dettaglio, e i vincoli presenti, nella normativa nazionale e locale, alla determinazione dei prezzi di vendita e alle modalità di esercizio dell'attività. Carburanti. Vanno eliminati i vincoli relativi alle distanze minime, alle superfici minime e agli standard qualitativi, liberalizzati gli orari massimi di apertura e va rafforzata la competitività degli operatori di impianti di distribuzione non integrati a monte con la raffinazione e la logistica Farmaci. Serve una semplificazione nella distribuzione dei farmaci, eliminando la riserva della titolarità della farmacia a farmacisti e società di farmacisti e il limite massimo delle quattro licenze in capo a uno stesso soggetto. “Occorre inoltre rivedere il sistema di autorizzazione e localizzazione delle farmacie, del tutto inadeguato per una razionale e soddisfacente distribuzione territoriale degli esercizi, che va, invece, garantito con la previsione di un numero minimo di farmacie, anziché un numero massimo. A livello produttivo occorrono iniziative orientate a favorire l'ingresso dei farmaci generici, senza tuttavia scoraggiare gli incentivi all'innovazione". Professioni. L’accesso alla professione deve essere, in linea di principio, libero, il prezzo dei servizi dovrebbe essere stabilito d'intesa fra le parti mentre "in alcune circostanze, le esigenze di tutela dei consumatori possono giustificare la previsione, in via eccezionale, di tariffe massime che devono però essere concretamente stabilite in modo più trasparente e immediatamente percepibile per il consumatore, specie con riferimento agli atti standardizzati". Banche. Serve una maggiore semplificazione, trasparenza e comparabilità delle informazioni. Vanno inoltre ridotti i tempi e i costi delle procedure di trasferimento del rapporto contrattuale (portabilità dei conti correnti e surrogazione dei contratti di mutuo) e rafforzati gli strumenti di tutela del consumatore con l'introduzione di garanzie sulla durata delle condizioni offerte e il controllo amministrativo sulle clausole vessatorie. Assicurazioni. Servono interventi di semplificazione delle informazioni alla clientela, con modelli contrattuali standardizzati che separino chiaramente le coperture a maggiore diffusione dalle clausole di estensione delle garanzie. E va aumentata la trasparenza delle condizioni economiche del rapporto. Infrastrutture. “Occorre che Governo e Parlamento individuino le priorità. Per eliminare i veti incrociati che bloccano la realizzazione delle opere occorre attribuire allo Stato centrale la funzione di decisore di ultima istanza sulle scelte relative alla realizzazione delle infrastrutture di interesse nazionale". Elettricità e gas. Necessari investimenti e nuovi soggetti. Nel settore del gas, servono interventi finalizzati alla definizione delle priorità relative ai nuovi investimenti infrastrutturali in capacità di importazione e di stoccaggio di gas e vanno introdotte misure che garantiscano l'accesso e la crescita di nuovi soggetti imprenditoriali. A livello europeo occorre inoltre creare una società europea delle reti di trasporto del gas, alla quale affidare, nell'interesse comunitario, la gestione delle infrastrutture nazionali. Ferrovie. “Occorre procedere alla separazione proprietaria per eliminare la molteplicità dei ruoli e delle funzioni attualmente esercitati dal gruppo Ferrovie dello Stato, al tempo stesso operatore del servizio, gestore della rete e, per alcuni aspetti, regolatore del mercato”. Bisogna inoltre individuare più chiaramente gli ambiti di servizio pubblico “quantificandone i relativi oneri e lasciando al mercato, attraverso il meccanismo della gara, la scelta del gestore”. Servizi pubblici locali. “È prioritaria la loro privatizzazione per eliminare alla radice i conflitti di ruolo derivanti dai diffusi legami proprietari tra soggetto pubblico (regione o ente locale) e società affidataria del servizio. Solo in questo modo sarà possibile garantire una maggiore trasparenza e imparzialità delle procedure di selezione del gestore e una concorrenza efficace e non distorta tra imprese operanti nell'esercizio di attività pienamente liberalizzate (vendita di gas ed elettricità agli utenti finali). Un ruolo importante potrà essere svolto dalle fondazioni di origine bancaria”. Per l'Antitrust inoltre “per il trasporto ferroviario locale, la distribuzione idrica, elettrica e di gas, caratterizzati da infrastrutture di rete (la cui proprietà deve restare pubblica) gli affidamenti non possono che essere di lungo periodo: si tratta, infatti, di settori che richiedono investimenti importanti, con un periodo di ammortamento significativamente lungo. Occorrerà dunque rafforzare il ruolo della regolazione per garantire la qualità, l'efficienza e l'economicità dei servizi, assegnando le competenze alle Autorità nazionali già esistenti”. MDC: “Bene intervento dell’Antitrust a fronte di atteggiamenti di arretramento del Governo” |
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