Maltempo, Palermo si trasforma in una palude. MDC sollecita l’attivazione di un protocollo che tuteli l’incolumità dei cittadini
22.09.2009
Maltempo, Palermo si trasforma in una palude
Mdc sollecita l’attivazione di un protocollo che tuteli l’incolumità dei cittadini
Strade allagate e auto in panne immerse nell’acqua come gondole. Palermo per la seconda volta in una settimana è diventata la Serenissima del Sud. Il capoluogo siciliano è stato colpito da un nubifragio che ha determinato più di qualche problema mettendo in evidenza i difetti di una città incapace di far fronte ad un acquazzone. In viale Leonardo Da Vinci
alcuni tombini sono letteralmente saltati e l’acqua ha ricoperto le strade causando disagi alla circolazione e costringendo diverse vetture a fermarsi. In viale Regione Siciliana all’altezza di Viale Lazio si è verificata la situazione più assurda. Le due corsie centrali sono state sommerse da almeno un metro d’acqua e di malcapitati autisti non hanno potuto fare altro che abbandonare la propria auto in panne e aspettare i mezzi di soccorso. Per diversi automobilisti
gli incolonnamenti sono durati anche più di tre ore, in un inferno fatto di acqua, clacson e fumi di scarico.
"La città soffre sempre degli stessi problemi – ha precisato
Giuseppe Messina, portavoce regionale del Movimento Difesa del Cittadino – La città viene messa in ginocchio a causa della cattiva gestione del deflusso delle acque meteoriche. Palermo paga il prezzo di non avere condotte separate e in alcuni casi nei canali di scarico gravano anche i reflui civili. L’abusivismo generale e la cementificazione delle nostre colline, la mancanza di tutela delle zone di esondazione comporta lo sfracello che ormai è sotto l’occhio di tutti. L’effetto climatico si tocca costantemente ed eventi meteorici significativi si alternano ad alte temperature. Si attivi subito una commissione di incarico amministrativo per verificare se le politiche adottate siano commisurate alla gestione dei servizi collegati al sistema dinamico delle acque meteoriche. Il tutto a tutela della pubblica incolumità".