MDC San Giorgio a Cremano: tutelare il diritto all'acqua

13.07.2009 


San Giorgio a Cremano: Richiesta l'integrazione dello Statuto Comunale con il riconoscimento esplicito del Diritto umano all'acqua, della proprietà e gestione pubblica dell'acqua, del Diritto dell'individuo ad ottenere la quantità minima di acqua giornaliera.


Il Movimento Difesa del Cittadino e il Comitato Cittadino di San Giorgio a Cremano hanno chiesto formalmente l'integrazione dello Statuto Comunale di San Giorgio a Cremano con l'affermazione di principi che tendano ad assicurare una completa gestione pubblica dell'acqua anche nella sua attività di distribuzione, coscienti che il suo affidamento al "privato", lungi dal garantire un abbattimento dei costi di gestione del servizio ed una consequenziale diminuzione del suo costo, si è trasformato invece in un ulteriore mezzo per assicurare lucro a società per azioni multinazionali, influendo progressivamente sul prezzo finale “dell'oro bianco” a danno del cittadino, consumatore finale.

Il sistema di adduzione e distribuzione affidato ad una società per azioni, che ha comunque finalità di lucro, sebbene previa gara di assegnazione con procedura ad evidenza pubblica, ha il vizio originario di far influenzare il costo finale dell'acqua dalle spese di gestione della società affidataria, la quale non persegue finalità di carattere pubblico, e che il più delle volte ha carattere multinazionale mediante partecipazione azionaria al capitale sociale - ha dichiarato l'avv. Eugenio Diffidenti, Coordinatore regionale MDC -, il rischio, a medio lungo termine, è quello di mettere in mano a tali società di carattere multinazionale la gestione più o meno diretta del prezzo dell'acqua mediante meccanismi occulti di trust, così come già sta avvenendo nel settore dei servizi ed in quello alimentare e dell’energia.

Con Consiglia Salvio, referente del Comitato Cittadino di San Giorgio a Cremano, abbiamo richiesto l'inclusione nello Statuto di principi che devono rappresentare una inversione di tendenza - ha continuato il coordinatore regionale MDC - con la identificazione dell'acqua come diritto e non come bene commerciabile.

Vi sono degli ambiti come i servizi e i beni essenziali alla vita nei quali in maniera imperativa l'Etica e i principi di Solidarietà Sociale devono essere prevalenti su ogni logica di profitto a salvaguardia della dignità umana -ha concluso Diffidenti -, dobbiamo impegnarci affinché questi principi contemperino in maniera sempre maggiore la logica di sfrenato e dissennato sfruttamento di risorse e popolazioni per ottenere guadagni virtuali di carattere prettamente monetario-contabile che impoveriscono il mondo.

Integrazioni proposte:

1. riconoscimento e conferma del Diritto umano all'acqua, ossia dell'accesso all'acqua come diritti umano, universale , indivisibile, inalienabile e dello status dell'acqua come bene comune pubblico;

2. riconoscimento del Diritto dell'individuo ad ottenere la quantità minima di acqua giornaliera indispensabile alla propria sopravvivenza;

3. conferma del principio della proprietà e gestione pubblica del servizio idrico integrato e che tutte le acque, superficiali e sotterranee, anche se non estratte dal sottosuolo, sono pubbliche e costituiscono una risorsa da utilizzare secondo i criteri della solidarietà;

4. riconoscimento che la gestione del servizio idrico integrato è un servizio pubblico locale privo di rilevanza economica, in quanto servizio pubblico essenziale per garantire l'accesso all'acqua per tutti e pari dignità umana per tutti i cittadini, quindi la cui gestione va attuata attraverso gli artt. 31 e 114 delgs. n. 267/2000, e perciò che non può essere oggetto, immediato o mediato, di attività aventi scopo di lucro.

Comunicato a cura Avv. Eugenio Diffidenti
Coordinamento Regione Campania MDC
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