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MDC Junior su Decreto Gelmini: chiediamo al Ministro una vera riforma di concerto con le parti sociali
28.10.2008MDC Junior su Decreto Gelmini: chiediamo al Ministro una vera riforma di concerto con le parti socialiSe il decreto passerà al Senato, il Ministro favorisca almeno la partecipazione della società in vista della stesura dei regolamenti attuativi ed apra alla concertazione In vista della discussione odierna in Senato sul Decreto Gelmini e del voto previsto domani, MDC Junior prende atto della decisione unilaterale del Ministro della Pubblica Istruzione di sottoporre al Parlamento, senza un previo confronto sociale, modifiche sostanziali al sistema scolastico. “Diamo atto al Ministro di aver suscitato con tale decisione il risveglio di una generazione assorta tra mondo virtuale, cellulari e videogiochi e siamo piacevolmente stupiti della presa di posizione degli studenti in questi due mesi, della loro richiesta di essere coinvolti nel progetto di una scuola veramente moderna, un’occasione di dialogo per garantire un futuro migliore all’intera società italiana”. Secondo il Dipartimento Junior del Movimento Difesa del cittadino, però, non tutte le proposte del Ministro Gelmini sono negative, anzi, ben vengano l’educazione civica con “Cittadinanza e costituzione”, l’adozione di libri di testo con un ricambio quinquennale. “Mentre, ci lascia perplessi il ritorno al maestro unico con 24 ore settimanali – continua Moreschi - la proposta del tempo modulare e del tempo pieno ha risposto, in questi anni, alla necessità di migliore e maggiore formazione delle nuove generazioni, anche per i nuclei familiari che non possono vantare particolari risorse economiche e tempo libero, oltre che una rete sociale di sostegno, ed andrebbe, a nostro avviso ulteriormente implementata”. Infatti, tale offerta che è presente solo nel 32% circa delle scuole primarie italiane, va distinta: mentre nel tempo pieno, il “tempo scuola” è di 40 ore settimanali e impegna 10 insegnanti per l’intero ciclo, dalla prima alla quinta, per il tempo modulare, il “tempo scuola” è di 27-30 ore con 7 insegnanti. Ad oggi non risulta ancora chiaro quale sia il modello che il Ministro della Pubblica Istruzione voglia modificare. “Non dimentichiamo, poi, il progetto di “classi ponte” - afferma la Responsabile di MDC Junior - ci pare giusto ricordare che, in ogni caso, entrambi i modelli hanno permesso l’inserimento ed il sostegno ai bambini e ragazzi stranieri, in classi eterogenee, favorendo l’integrazione e l’apprendimento della lingua italiana”. Eppure il Ministro, che ha accolto da una parte le istanze per contribuire ad una maggiore coscienza civica e civile delle nuove generazioni e dall’altra il contenimento delle spese a carico delle famiglie per la dotazione libraria, sembra non aver compreso la necessità della società italiana di condividere un vero progetto di riforma della scuola che entri nel merito, e non sia dettato solo da tagli finanziari indiscriminati. Conclude Moreschi: “La scuola e l’educazione sono il nucleo portante della nostra società e del nostro futuro, ed ora più che mai è necessario un accordo globale per poter operare una seria riforma, non è possibile che ad ogni cambio di governo si cancelli quello che e' stato fatto dal governo precedente”. Vale la pena di ricordare l'art. 34 della nostra Costituzione, in cui è detto: "La scuola è aperta a tutti. I capaci ed i meritevoli, anche se privi di mezzi, hanno diritto di raggiungere i gradi più alti degli studi". Scarica il comunicato in pdf |
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