26.02.2010
Chiude dopo un anno il progetto Cittadini d’Argento
In Piemonte risolti quasi sette casi su dieci
MDC Torino: "Non tutti hanno però colto lo spirito civico dell’iniziativa"

Dopo un anno di attività chiude, a livello nazionale, e quindi anche in Piemonte
Cittadini d’Argento, il progetto del Movimento Difesa del Cittadino rivolto agli over 60, per favorirne la partecipazione sociale attraverso la vigilanza civica.
Muniti di cappellino e kit d’ordinanza, alcune decine di anziani hanno quindi segnalato negli ultimi mesi criticità di vario genere (dal decoro urbano all’inquinamento acustico, fino a strade e infrastrutture) in tutta Torino e non solo,
permettendo a MDC di risolvere quasi sette problematiche su dieci. "Questo bel progetto ha sicuramente aumentato la vivibilità del nostro territorio -
spiega l’avvocato Simona Lonterni, responsabile della sede di Torino – sono stati raggiunti ottimi risultati e il nostro unico rammarico è aver avuto l’impressione che la maggioranza dei partecipanti abbia aderito più per un interesse personale nel vedere risolta una data questione che per autentico spirito civico".
La sede torinese del Progetto è riuscita a dare seguito a tutte
le segnalazioni dei Cittadini d’Argento, ricevendo, da parte delle istituzioni di volta in volta competenti, un riscontro nel 70% dei casi e una soluzione definitiva nel 65%. Molto ricettiva si è rivelata la Polizia Municipale, seguita a ruota dal Comune; meno zelanti sono state invece le Circoscrizioni.
La maggior parte delle segnalazioni ha riguardato problemi con le strade (25%), seguite dalla nettezza urbana (23%), da pulizia e decoro (20%), illuminazione pubblica (16%) e raccolta differenziata (4%).
Le zone di Torino con i Cittadini d’Argento più attivi sono state la Circoscrizione 2 (45% delle segnalazioni, soprattutto per decoro e pulizia) e la 4 (20%, per nettezza urbana); il quartiere che ha visto risolvere la maggior parte dei casi è stato invece quello corrispondente alla Circoscrizione 8, mentre meno fortunate sono state la 4, la 2 e la 1.
Tra i numerosi casi chiusi positivamente nell’ambito del progetto c’è quello di
via Martorelli dove gli scivoli per disabili si allagavano in caso di pioggia e l’annosa questione della strada pedonale tra corso Sebastopoli e via Baltimora, sporca e degradata, per la quale partiranno presto lavori di ripristino del decoro. Inoltre, il rumoroso locale “Gli amici del Fiume” è stato chiuso per inquinamento acustico ed è stata riparata una fognatura a vista a Villafranca d’Asti.
Non è stato invece possibile trovare una soluzione per frastuono e velocità in
corso Massimo d’Azeglio, nonostante la disponibilità dei vigili, così come non è stata accolta la richiesta di aumentare i bagni pubblici nel Parco del Valentino. Hanno prodotto scarsi risultati anche le segnalazioni sulle sempre troppo numerose defezioni canine: solo qualche multa in più non è servita per estirpare questa piaga.
"Questo progetto non è servito solo a risolvere i problemi della città ma anche a creare uno zoccolo duro di pensionati, cui sta a cuore veramente la res pubblica –
conclude la Lonterni – per questo anche dopo la chiusura continueremo a stare vicini a questi cittadini, raccogliendo e inoltrando le loro segnalazioni".