Allarme per frutta e verdura allo smog: presenza di benzene in tutti i campioni esaminati a Palermo
24.06.2009
Allarme per frutta e verdura allo smog
Riscontrata la presenza di benzene in tutti i campioni esaminati
Rilevato un livello pari a 0,1 microgrammi/Kg che corrisponde a circa 70mila miliardi di molecole ingeribili per chilogrammo di verdura
Mdc, Legambiente, e Ordine dei chimici chiedono un protocollo di vigilanza

Sei mesi di indagini e osservazioni. Tanto è durato lo studio che Mdc (Movimento difesa del cittadino), Legambiente Palermo e Ordine dei chimici di Palermo hanno effettuato per indagare sull’eventuale
inquinamento di frutta e verdura venduta a stretto contatto con il traffico veicolare. I campioni presi in esame sono stati acquistati tra le bancarelle dei mercati, ma anche all’interno di supermercati, cioè, prendendo in esame campioni di frutta e verdura già lavata, tagliata e imbustata.
Il risultato è stato inaspettato:
in tutti i campioni presi in esame è stata rilevata la presenza di
benzene, ma anche di
toulene e xilene. Una sorpresa, se si pensa che fino a questo momento si è sempre pensato che il benzene, per la sua volatilità, venisse semplicemente inalato. Ad oggi la presenza di benzene nel sangue umano era stata associata all’abitudine del fumo o a particolari categorie di lavoratori. Con questo studio, invece, si è dimostrata una maggiore pericolosità di questa sostanza nociva per l’uomo. E cioè che ogni giorno oltre a respirarla,
la ingeriamo assieme ai cibi che arrivano sulle nostre tavole. La presenza del benzene in alimenti crudi e privi di conservanti, che potrebbero fungere da precursori, aumenta la trasferibilità concreta nel circuito ematico del benzene o delle sue forme metaboliche.
L’altro dato sorprendente è scaturito dalla comparazione tra i campioni di verdura
acquistati per strada e quelli comprati in busta chiusa nei supermercati:
nessuna differenza è stata riscontrata. Non vi è una evidenza che l’esposizione degli ortaggi in zone a contatto con assi viari porti ad un dato più elevato. Anzi in un caso, quello dei campioni prelevati al mercato storico del Capo, si sono riscontrati valori inferiori di benzene rispetto agli altri campioni. I dati mostrano che il traffico veicolare locale non dà un contributo significativo e che va ricercata la fonte di contaminazione durante le varie fasi che accompagnano la produzione di ortaggi e verdure sino alla commercializzazione finale.
Il valore di benzene pari 0,1 microgrammi/Kg o 01, nanogrammi/g di verdura costantemente riscontrato in molti dei campioni analizzati siano essi di verdura confezionate, o di verdura acquistata all'interno della grande distribuzione, sia di verdura esposta in stretto contatto con assi viari, sembrerebbe essere oramai un valore della contaminazione di fondo ambientale. Va specificato che il valore che apparentemente sembra molto basso, trasferito in unità chimiche corrisponde a circa
70.000 miliardi di molecole ingeribili per Kg di verdura.
Ma non solo. Sono stati trovati campioni con un livello di concentrazione 10 volte maggiori della media. In questi casi sono stati rscontratii altri composti di elevata pericolosità . In un particolare campione l’analisi dei dati da parte dell’Ordine, ha fatto presupporre la presenza di un attività di verniciatura nelle vicinanze. Presenza confermata al soggetto che ha prelevato le verdure da esaminare. Si può, quindi, dedurre che gli ortaggi e le verdure siano facilmente contaminabili da composti organici volatili.
L’ultima fase della ricerca ha avuto l’obiettivo di verificare l’effetto del lavaggio della verdura tramite acqua e bicarbonato, così come solitamente un normale cittadino fa a casa. Anche questa volta il risultato è stato sconvolgente: le sostanze nocive presenti, dopo il lavaggio, non vengono minimamente eliminate.
Al momento
non esiste un limite di legge relativo alla presenza di benzene legata agli alimenti. Mdc, Legambiente Palermo e Ordine dei chimici lanciano, quindi, un appello e chiedono un protocollo di vigilanza per monitorare e controllare i livelli di benzene presenti nella catena alimentare. Quanto rilevato da questo studio, infatti, deve essere oggetto di ulteriori approfondimenti, che per ovvie ragioni non possono vedere l’impegno e la sensibilità sociale del singolo, ma vanno fatti confluire nel più generale quadro europeo. A tal proposito
Decisione n. 1350/2007/CE del Parlamento europeo e del Consiglio del 23 ottobre 2007 che istituisce un secondo programma d’azione comunitaria in materia di salute osserva che “L’inquinamento ambientale costituisce una grave minaccia per la salute e una grande fonte di preoccupazione per i cittadini europei. È opportuno incentrare azioni specifiche sui bambini e altri gruppi particolarmente vulnerabili ai fattori di rischio ambientali”.
Scarica la tabella con i dati delle analisi (PDF)