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Antitrust: "Le aziende non scarichino i costi della crisi sui consumatori"
16.06.2009Antitrust: "Aziende non scarichino i costi della crisi sui consumatori"Il presidente dell’Antitrust, Antonio Catricalà, ha presentato alla Camera la relazione annuale, sottolineando l'importanza di un’attenta vigilanza per evitare che le aziende scarichino i costi della crisi economica sui consumatori. L'importo complessivo delle sanzioni pecuniarie comminate dall'Autorità - solo per le scorrettezze commerciali - nel corso del 2008 e nei primi mesi del 2009 ha registrato una decisa crescita rispetto al periodo precedente, superando i cinquantadue milioni di euro. "I cittadini e le associazioni consumeristiche sono i principali promotori dei nostri interventi", ha detto Catricalà segnalando un "aumento esponenziale" delle quotidiane segnalazioni: "Nel 2008 sono giunte circa tremila denunce scritte, con un incremento pari al 75% rispetto all'anno precedente". A questo si aggiungono quindicimila segnalazioni al call center, concentrate in gran parte (61%) sul settore delle telecomunicazioni. Catricalà ha messo anche in guardia sui "rischi di un ritorno al protezionismo e a politiche restrittive", insistendo sulla necessità di andare avanti con le liberalizzazioni e non abbassare la guardia sul protezionismo. Secondo il presidente dell’Autorità è necessario quindi riavviare il processo di apertura dei mercati. Per quanto riguarda le banche italiane, Catricalà ha sottolineato che la loro reputazione sta pagando una trasparenza spesso troppo scarsa nei confronti dei clienti, spiegando che "stabilità e redditività" degli enti creditizi "discendono anche da fattori reputazionali, che oggi sembrano compromessi più che in altri periodi: parte della sfiducia è dovuta alle prassi contrattuali spesso troppo articolate e difficilmente comprensibili da parte dei risparmiatori". Sulla class action l'Antitrust segnala come, per "la resistenza di pochi", la nuova normativa "stenta a trovare la giusta considerazione. L'anno scorso avevamo auspicato che il rischio dell'entrata in vigore della legge introduttiva servisse a migliorarla". Secondo Catricalà "la soluzione che oggi si profila sembra di segno contrario e le associazioni dei consumatori sono rimaste sole nell'affermazione di un principio di civiltà giuridica". |
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